Alimentazione

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La dieta gioca un ruolo importante per la buona gestione del diabete, ma scegliere la dieta giusta e regolare i pasti può sembrare un'impresa difficile per un giovane. Non è necessariamente così. Seguendo delle semplici linee guida e una sana alimentazione, si può cominciare a preoccuparsi di meno di rompere ogni tanto le regole mangiando ciò che si ama. Dopo tutto, il cibo dovrebbe essere un piacere.

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Nel passato, le indicazioni alimentari per i diabetici erano molto rigorose per quanto riguarda l’assunzione di carboidrati. Il cibo contenente zuccheri era escluso dalla dieta. Questo creava un senso di colpa nelle persone diabetiche quando “trasgredivano alla regola”. Agire come la maggior parte delle persone, cioè variare l’assunzione di cibo e abbandonarsi occasionalmente a qualche dolce tentazione, era una pratica scoraggiata e per qualcuno era come commettere un “peccato”. Ma questo approccio è oggi fuori moda e inappropriato. Il consumo di cibi contenenti moderate quantità di zuccheri non sembra avere effetti negativi sul controllo del glucosio.

Impuntarsi su un rigido programma di pasti e su cibo selezionato probabilmente non è necessario per il solo diabete, specialmente se si sta assumendo insulina pre-pasto con un regime di iniezioni multiple o di microinfusore, sebbene sia importante avere abitudini alimentari regolari e conoscere le quantità di carboidrati assunti. Molte persone affette da diabete vivono una vita piena e varia, si godono il cibo e riescono a controllare effettivamente i loro livelli di glucosio nel sangue. Più si conoscono i cibi che contengono carboidrati e i loro effetti sul livello di glucosio nel sangue, più si ha il controllo del proprio diabete. Questo capitolo fornirà molti dettagli sul glucosio nel sangue e sui diversi cibi, ma il proprio dietologo è la persona più indicata per apprendere tutti gli aspetti di un’alimentazione sana.

È importante prestare attenzione a quello che si mangia anche se non si ha il diabete. Ma bisogna ricordare che il cibo non deve essere visto come una medicina. Il cibo deve avere un buon aspetto ed essere buono. I pasti sono concepiti per essere piacevoli, dobbiamo gustare il cibo e sentirci soddisfatti dopo aver mangiato. Se ci si concentra sul cibo “che fa bene” escludendo tutto il resto, non si proverà piacere nel mangiarlo. È invece molto più soddisfacente consultare un dietologo su cosa si può mangiare e programmare insieme a lui i pasti in base alla loro frequenza, alle proprie abitudini e alle preferenze della propria famiglia.

“Cosa posso mangiare?”, “cosa devo evitare?” Le persone a cui è stato da poco diagnosticato il diabete chiedono in genere queste cose. Normalmente il commento dopo la prima consultazione con un dietologo è: “Sono contento di aver scoperto di poter mangiare la maggior parte delle cose che potevo mangiare prima di aver il diabete”. I consigli dietetici saranno orientati fin dall’inizio alle abitudini dell’intera famiglia. In uno studio finlandese su bambini affetti da diabete di tipo 1, tutti i membri della famiglia hanno aumentato il loro uso di latte scremato, di formaggio poco grasso e di pasti freddi a basso contenuto di grassi. Hanno iniziato inoltre a mangiare più frutta e verdura.

Nutrizione

Quando si ha il diabete bisogna escludere gli zuccheri dalla propria dieta?

No. Recenti ricerche dimostrano che le persone affette da diabete possono gustare i cibi che preferiscono e vivere al tempo stesso una vita salutare e attiva. Riuscire a nutrirsi in modo corretto può sembrare un’impresa ardua, ma gli alimenti che contengono una quantità moderata di zucchero sono spesso accettabili. Conoscere l’apporto di carboidrati contenuti negli alimenti e come influenzano la glicemia aiuta il bambino a gestire il proprio diabete, ma è bene ricordare che il cibo deve essere un momento piacevole per tutta la famiglia, e non solo una fastidiosa medicina.

Un nutrizionista potrà essere di supporto per mettere a punto il giusto programma alimentare: tuttavia qui di seguito sono elencati alcuni consigli per una corretta alimentazione.

Nel passato, le indicazioni alimentari per i diabetici erano molto rigorose per quanto riguarda l’assunzione di carboidrati. Il cibo contenente zuccheri era escluso dalla dieta. Questo creava un senso di colpa nelle persone diabetiche quando “trasgredivano alla regola”. Agire come la maggior parte delle persone, cioè variare l’assunzione di cibo e abbandonarsi occasionalmente a qualche dolce tentazione, era una pratica scoraggiata e per qualcuno era come commettere un “peccato”. Ma questo approccio è oggi fuori moda e inappropriato. Il consumo di cibi contenenti moderate quantità di zuccheri non sembra avere effetti negativi sul controllo del glucosio.

Impuntarsi su un rigido programma di pasti e su cibo selezionato probabilmente non è necessario per il solo diabete, specialmente se si sta assumendo insulina pre-pasto con un regime di iniezioni multiple o di microinfusore, sebbene sia importante avere abitudini alimentari regolari e conoscere le quantità di carboidrati assunti. Molte persone affette da diabete vivono una vita piena e varia, si godono il cibo e riescono a controllare effettivamente i loro livelli di glucosio nel sangue. Più si conoscono i cibi che contengono carboidrati e i loro effetti sul livello di glucosio nel sangue, più si ha il controllo del proprio diabete. Questo capitolo fornirà molti dettagli sul glucosio nel sangue e sui diversi cibi, ma il proprio dietologo è la persona più indicata per apprendere tutti gli aspetti di un’alimentazione sana.

È importante prestare attenzione a quello che si mangia anche se non si ha il diabete. Ma bisogna ricordare che il cibo non deve essere visto come una medicina. Il cibo deve avere un buon aspetto ed essere buono. I pasti sono concepiti per essere piacevoli, dobbiamo gustare il cibo e sentirci soddisfatti dopo aver mangiato. Se ci si concentra sul cibo “che fa bene” escludendo tutto il resto, non si proverà piacere nel mangiarlo. È invece molto più soddisfacente consultare un dietologo su cosa si può mangiare e programmare insieme a lui i pasti in base alla loro frequenza, alle proprie abitudini e alle preferenze della propria famiglia.

“Non si dovrebbe mai mangiare ciò che non piace”, sostiene la dietologa inglese Sherry Waldron. “Cosa posso mangiare?”, “cosa dovrei evitare?” sono le tipiche domande che ci si pone successivamente alla diagnosi di diabete. Di solito, il primo commento dopo aver consultato un dietologo potrebbe essere “Mi fa piacere scoprire che posso continuare a mangiare le stesse cose le stesse cose di sempre”. All’inizio i consigli nutrizionali dovrebbero essere rivolti all’intero nucleo famigliare.

In uno studio finlandese su bambini affetti da diabete di tipo 1, tutti i membri della famiglia hanno aumentato il loro uso di latte scremato, di formaggio poco grasso e di pasti freddi a basso contenuto di grassi. Hanno iniziato inoltre a mangiare più frutta e verdura.

Le raccomandazioni nutrizionali sono basate su requisiti comuni a tutti i bambini e adolescenti in buona salute. I bambini hanno bisogno di raddoppiare la loro assunzione di energia in età compresa tra i 6 ei 12 anni per poter crescere come dovrebbero. In questa fase hanno bisogno di mangiare più alimenti ricchi di energia e proteine. Tuttavia, se non si riduce l'apporto calorico, una volta superata la fase di crescita c’è il rischio che vadano in sovrappeso. Al momento, non ci sono prove scientifiche per raccomandare l’uso vitamine o supplementi di integratori minerali.

Assorbimento di carboidrati

Il glucosio contenuto negli alimenti può essere assorbito nel sangue dopo che è passato nell’intestino. Non può essere assorbito attraverso la mucosa della bocca, come si riteneva. Per raggiungere l'intestino, il cibo deve prima passare attraverso l'apertura inferiore dello stomaco, dove un muscolo speciale, lo sfintere pilorico, agisce come una valvola che ne permette il passaggio nell'intestino. Lo sfintere consentirà il passaggio solo a pezzi molto piccoli di cibo. I carboidrati complessi devono essere metabolizzati in zuccheri semplici prima che possano essere assorbiti nel flusso sanguigno. La lunghezza della catena di carboidrati non sembra influenzare il loro assorbimento come si credeva una volta, dal momento che la "scissione" (rottura) è un processo piuttosto rapido. I carboidrati semplici vengono scissi dagli enzimi della mucosa intestinale, mentre i carboidrati più complessi e l’amido vengono prima preparati dall’amilasi, un enzima presente nella saliva e nel pancreas. La fibra di amido non può essere scissa in carboidrati a livello intestinale. Allo stesso tempo, i carboidrati sono stati divisi in base alla loro azione, rapida e lenta, soprattutto in funzione delle dimensioni della molecola. È più corretto parlare di cibi ad azione rapida e ad azione lenta, e valutarne la composizione, il contenuto di fibre e le modalità di preparazione al fine di determinare l'effetto sulla glicemia, piuttosto che semplicemente il contenuto di zucchero puro. Il termine "indice glicemico" (IG) è usato per descrivere come la glicemia è influenzata dai diversi tipi di alimenti.

Secondo studi recenti, Il contenuto di fibre alimentari e la dimensione delle particelle sembrano essere particolarmente importanti. L'amido nei vegetali è metabolizzato più lentamente rispetto a quello del pane. L'amido delle patate invece è metabolizzato velocemente. L'amido della pasta è metabolizzato molto più lentamente, anche se è a base di farina bianca, che è povera di fibre. Anche la durata della masticazione e la dimensione dei residui di cibo ingerito influenzano la risposta glicemica. La purea di patate prodotta industrialmente contiene una polvere fine che viene miscelata con il liquido. Il glucosio nella purea di patate viene assorbito rapidamente tanto quanto quello contenuto in una soluzione di glucosio puro. Il riscaldamento decompone l’amido, rendendo lo zucchero più accessibile e più veloce da digerire. La lavorazione industriale degli alimenti comporta generalmente temperature più alte, che conferiscono al cibo un maggiore indice glicemico rispetto agli alimenti cucinati in casa. Gli alimenti per neonati e gli alimenti industriali semilavorati (talvolta usati nelle scuole) possono causare un maggiore innalzamento della glicemia rispetto agli stessi pasti cucinati in casa.

I carboidrati non digeribili (fibre alimentari) non possono essere metabolizzati nell’intestino e quindi non influenzano la glicemia. La quantità di carboidrati indicata sull’etichetta degli alimenti può essere fuorviante, in quanto non fa distinzione tra carboidrati digeribili e non digeribili. Il dietologo potrà dare maggiori riferimenti in proposito.